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Free ebook only for tomorrow

Salve ragazzuoli,

Sono qui in pieno relax a Napoli: ho preso un break dalla busy Londra e vorrei informarvi che domani, domenica 20 gennaio, è possibile scaricare gratuitamente il mio ebook su Amazon. La promozione è valida solo per domani.

Affrettatevi, scrivetemi, recensitemi, leggete e vivetene la storia.

Vi lascio il link qui di “Te ne vai come va via il mare” (cliccate sull’immagine) che è scritto da me medesima, Maria Ranucci.

Lo riposterò domani così non ve lo scordate.

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TE NE VAI COME VA VIA IL MARE

“Te ne vai come va via il mare” è il mio secondo romanzo, disponibile su amazon come ebook e a breve anche in versione cartacea.

Un romanzo a cui sono molto affezionata, in cui ho descritto luoghi, emozioni e voci rendendoli vivi, facendoli prendere forma in modo da poterli toccare da vicino, da sentirne le sensazioni.

“Te ne vai come va via il mare” è una storia di empatie, turbamenti trepidazioni che si ambienta nel centro di Napoli e vede come protagonista un’attenta professoressa di latino, forte e sicura di se stessa, che si ritrova a provare sentimenti che pensava di aver dimenticato verso qualcuno che le è molto vicino.

Se vi va di leggerlo o dargli un’occhiata, lo troverete disponibile su amazon.

Maria

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Londrata, Episodio 4

Eh sì, un altro anno è passato.

La nostra bella regina si è impegnata a fare un altro discorso e ci sono state diverse critiche a riguardo: chi avrebbe preferito non vedere un pianoforte d’oro sullo sfondo quando sua Maestà ci diceva di unirci nei momenti di difficoltà, chi si è lamentato perché ancora una volta sua Maestà ha ignorato il discorso “Brexit”… Vabbè.

Quando mia mamma era venuta a Londra per la prima volta, in pieno inverno, aveva voluto vedere il discorso della regina a tutti costi… Come se ci avesse capito qualcosa!

Ma ci sta, il fascino della famiglia reale che viene trasmesso attraverso la TV italiana è ineguagliabile. E Carlo, Diana, il complotto, e poi Camilla, la regina eterna… Il principe William, la cui bellezza poi se l’è presa tutta il fratello, Kate, Meghan.

Ne parliamo quasi come se fossero i nostri familiari, riconosciamo la vipera, il gentiluomo, la nonna saggia… Vorremmo collezionarli come figurine.

Ma secondo voi, Carlo diventerà Re?

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Ci siamo quasi #TNVCVVIM

Siamo agli sgoccioli.

Tra qualche giorno uscirà il mio secondo romanzo e stavolta ho deciso di pubblicarlo online.

Voi come avete trovato l’autopubblicazione?

Anni fa ho pubblicato il mio primo romanzo breve con una piccola casa editrice e ne sono stata felicissima, ma stavolta ho deciso di impegnarmi diversamente. Immagino che autopubblicarsi richieda un impegno personale maggiore, che sia di marketing/pubblicità o quant’altro.

I consigli sono sempre ben accetti – poi se un giorno vi andrà di leggerlo mi farete felice.

Da una Londra cupa e grigia, ma che sa di felicità perché oggi non lavoro, vi auguro una magnifica giornata.

Maria

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Londrata, Episodio 3

Quella sera avevo deciso di fare un po’ di spesa insieme a Veronica, una ragazza sui 30 anni.

Riempio il carrello di pomodori, peperoni, carne, un po’ di salmone ed un paio di bottiglie di vino.

La cassiera mi chiede il documento d’identità, glielo porgo. Lei si fa il suo bel calcolo mentale, ci arriva… Ho più di vent’anni. Bene, mi può vendere gli alcolici.

“Mi serve anche il suo documento.”

Si rivolge con modo poliziesco a Veronica, che prontamente cerca il suo documento in borsa.

“Mi sa che l’ho dimenticato a casa, ho molte altre carte che provano la mia età, comunque.”

La cassiera, mettendomi gli occhi addosso, forse credendo – a questo punto – che stessi comprando alcolici per una minorenne, decide di non vendermi le bottiglie di vino.

“Mi chiami il direttore”, rispondo allora furiosamente.

Dopo circa mezz’ora di trattative col capo, le bottiglie di vino mi vengono vendute.

Veronica è più vecchia di me, di alcuni anni, glielo ripetevo ad entrambi, ma non mi credevano.

(Minuto di silenzio per le mie rughe)

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Buoni proposti, ogni anno la stessa storia


Allora, ne avete di buoni proposti?

Io pensavo ai miei ultimamente, ma tra una o più fette di pandoro, li ho lasciati seppelliti nel mio stomaco.

Cosa vorrei fare quest’anno?

Pubblicherò online per la prima volta, mi butterò anch’io nella rete, poi rivisiterò il primo romanzo pubblicato l’anno scorso, continuerò a scrivere quello nuovo.

Darò una rinfrescata al mio cinese, vorrei perdere peso (come ogni anno, ovviamente), poi se cambio lavoro ve lo dico.

Ancora a Londra? Beh, credo di si. Ah, ho appena visto che alla Royal Academy of Arts c’è una fantastica mostra su Klimt… Ottimo!

M

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Londrata, Episodio 2

A Natale sono tutti alla ricerca del regalo perfetto, chi lo cerca nel profumo preferito dell’amato, chi nel classico maglione a rombi della nonna, chi nella solita sciarpa modello scozzese… Anche una bella bottiglia di vino va sempre di moda. C’è chi preferisce un amaro, ma champagne e prosecco fanno sempre la loro figura… E poi, parliamoci chiaro, a tutti piacciono le bollicine. Molti non vedono l’ora di stappare la bottiglia a capodanno, facendo saltare il tappo contro il soffitto di casa, sfogandosi in un mega urlo di allegria.

Ogni anno è sempre la stessa storia, i regali si fanno last minute. La gente si accalca fino all’ultimo minuto prima della chiusura dei negozi dietro i sorrisi finti dei commessi che non vedono l’ora che la giornata finalmente finisca soprattutto quando uno dei clienti chiede:

“Posso avere una bottiglia di Prosecco? Ma francese, grazie.”.

Il commesso con fare arrendevole non replica, prende una bottiglia qualunque e la vende.

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Londrata

Ne ho viste molte da quando mi sono trasferita a Londra,

Sono passati circa cinque anni e ogni giorno ne succede una nuova.

Londrata è una serie virtuale, scritta ogni tanto – a caso, o quando ne ho voglia e racchiude momenti felici e tristi, vissuti in questa affascinante metropoli.

Episodio 1

La solitudine a volte ti assale nei momenti meno opportuni.

Ero sul 91, il bus che mi avrebbe portato a casa dopo una lunga giornata lavorativa. L’orologio segnava le 19.30, faceva freddo. I passeggeri passavano le mani sulla condensa per riuscire a vedere fuori qualche luce o la strada per capire a che fermata sarebbero dovuti scendere.

Molti se ne fregavano restando a leggere i loro libri o a scrollare le pagine del cellulare, ma lei restò impassibile con la testa poggiata sul finestrino.

Tutto quello che succedeva attorno non la disturbava, non sentiva la voce irritante dei bambini che urlavano, ignorava il campanello delle fermate, la signorina dell’alotoparlante… La guardai per capire se fosse viva. La sua posizione rimaneva stabile.

Pensai che stesse dormendo, ma mi sbagliavo.

D’un tratto, quando i bambini smisero di gridare lei si alzò, si tenne ad uno dei sediolini e come una diva iniziò a cantare:

All by myself
Don’t wanna be
All by myself
Anymore

La guardammo tutti sconcertati senza proferire parola.

Dopo la sua breve esibizione tornò a sedersi come era prima, con la testa poggiata sul vetro appannato.

Scesi alla mia fermata, quella capolinea e lei restò lì, da sola come aveva cantato pochi minuti prima.

Maria